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E' la prima volta che alla Fazioli Concert Hall viene proposta una Stagione "a tema".

Il titolo svela immediatamente l'intento di dare enfasi al bicentenario della nascita di due Autori che hanno segnato profondamente la storia della letteratura pianistica: Fryderyk Chopin e Robert Schumann.

Accanto a questi due personaggi - che ci siamo sentiti in obbligo di eleggere a "numi tutelari" del nostro cartellone - ne compare un terzo, che finisce con l'essere l'autentico protagonista della nostra Stagione: la Notte, personificazione di uno dei grandi simboli del Romanticismo. A suggerirci quest'idea, insieme a diversi spunti per il suo sviluppo, è stato il nostro ex Direttore Artistico Carlo de Incontrera che tuttavia quest'anno, per i molti impegni, non ha potuto firmare il progetto.

Proprio la ricorrenza dell'elemento notturno, spesso metaforicamente inteso, concorre a caratterizzare di una vena ancor più intima e meditativa il nostro programma, già imperniato sull'intensa poeticità della musica romantica: ci addentreremo in luoghi sospesi tra sogno ed incubo, tra seduzioni e meravigliose metamorfosi; saremo invitati a calarci in atmosfere ora cullanti ora appassionate e nei sentimenti appartenenti alla sfera più intima dell'io.

In apertura di Stagione, il programma del pianista russo Nikolai Demindenko cita in modo esplicito i tre punti cardinali del nostro tema: prima il genere del Notturno, con alcune rarità, quindi alcuni grandi capolavori del catalogo di Chopin e Schumann.
Interamente dedicati al genio di Varsavia, invece, sono i recitals del veneziano Pietro De Maria e dello statunitense Garrick Ohlsson: anche sulle loro proposte, in modo più o meno evidente, aleggia l'ombra della Notte, ora per la citazione di altri episodi del libro dei Notturni, ora per la presenza della berceuse (non altro che una ninnananna), della Marcia Funebre (dove la Notte è metafora di sonno eterno), e di molti altri momenti riconducibili ad atmosfere notturne e "chiari di luna" (basti pensare a diversi tra i Preludi).

All'insegna di Chopin è anche il ritorno alla Fazioli Concert Hall della cinese Jin Ju, stavolta insieme al Quintetto d'Archi de I Virtuosi Italiani, per affrontare i due Concerti per pianoforte e orchestra in veste cameristica. La nostra immaginazione vola ad un periodo in cui il pianoforte era considerato il principe dei salotti e rappresentava, tra le mura domestiche, il fulcro d'aggregazione prediletto delle famiglie borghesi.

La Notte accompagna anche il programma del norvegese Trio Grieg: prima con i Tre Notturni di Bloch, pretesto per uscire dal quadro Romantico, poi con lo struggente e sfaccettato Trio in re minore op. 63 di Schumann e il celebre Trio in mi minore di Dvorak, dove i sei "dumka" (che si alternano ad irruenti episodi di carattere popolare) non sono che assoli pensosi e nostalgici, facilmente riferibili a suggestioni notturne.

Ancora Schumann sarà al centro dell'appuntamento dedicato al repertorio per violoncello e pianoforte, ad opera di due fra i più amati musicisti italiani, Enrico Bronzi e Filippo Gamba, che nel portare in luce gli aspetti onirici, sognanti e fantastici della produzione di questo compositore, non mancheranno di attingere al repertorio sonatistico beethoveniano.

Se l'autorevole interpretazione di Elisabeth Leonskaja ci accompagnerà attraverso i riferimenti alla Notte che, nel più ampio ventaglio di possibili accezioni, percorrono l'opera di Schubert, sarà di nuovo la musica di Schumann a fare da protagonista nella nostra serata conclusiva: nel programma del pianista barese Benedetto Lupo compaiono opere quali i Phantasiestücke op. 12 e i Nachstücke op. 23 dove continui ed espliciti sono i rimandi ad atmosfere crepuscolari, al sogno e all'incubo, ad interrogativi e pensieri che trovano terreno fertile nella calma notturna.

Non abbiamo rinunciato ad alcune divagazioni rispetto al nostro filo conduttore. Ecco dunque il programma del pianista brasiliano Luiz de Moura Castro, incentrato sui colori della musica sudamericana del Novecento: tra le danze non poteva mancare il tango, che nella Notte trova indubbiamente il suo luogo privilegiato.

Infine, l'unico e prestigioso appuntamento jazz della nostra serie vedrà eccezionalmente insieme il grande trombettista Paolo Fresu e il pianista Danilo Rea, che non mancheranno di riallacciarsi ai suggerimenti insiti nel nostro Leitmotiv.

Al pubblico della Fazioli Concert Hall, che con la sua presenza in questi anni non è solo fruitore ma anche fautore della nostra Stagione, va il più sentito augurio di trovare in questo progetto preziose occasioni di arricchimento personale e, soprattutto, grandi emozioni.

 
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